Il DL 66/2014 elimina l’opzione per il versamento in tre rate annuali prevista dalla legge di stabilità

La tormentata vicenda della rivalutazione dei beni d’impresa disciplinata dalla L. 147/2013 si arricchisce, con il DL 66/2014, recante misure urgenti per la competitività e la crescita e in vigore dal 24 aprile, di un nuovo tassello che di certo non favorisce le imprese che intendono beneficiarne, né soprattutto quelle che lo hanno già fatto approvando il bilancio 2013. Il decreto modifica, infatti, l’art. 1 comma 145 della legge di stabilità, prevedendo che le imposte sostitutive di cui ai commi 142 e 143 (ovvero, quelle dovute per la rivalutazione e l’eventuale affrancamento del saldo attivo) devono essere versate in unica soluzione entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013. Viene, quindi, meno il versamento in tre rate annuali previsto dalla legge istitutiva, che avrebbe permesso di frazionare il debito su un arco temporale più ampio.

Facendo il semplice esempio di un’impresa che ha rivalutato un bene non ammortizzabile da 100.000 euro a 600.000 euro, se con le vecchie regole l’imposta sostitutiva di 60.000 euro (il 12%dei maggiori valori iscritti) era versata per 20.000 euro nel 2014, per altri 20.000 euro nel 2015 e per i rimanenti 20.000 euro nel 2016, con le nuove l’intero importo deve essere versato nel2014.

Per le imprese che non hanno ancora approvato il bilancio, questa misura potrebbe rappresentare un disincentivo al ricorso alla rivalutazione, già di per sé onerosa; qualora l’impresa intenda comunque effettuare l’operazione, nel progetto di bilancio occorre riclassificare i due terzi del debito per l’imposta sostitutiva dai debiti con scadenza oltre l’esercizio ai debiti con scadenza entro l’esercizio (riclassificazione che appare quanto più rilevante quanto più elevati sono gli importi rivalutati); andranno poi modificati i prospetti della Relazione sulla gestione che tengono conto della scadenza dei debiti (es. Stato patrimoniale riclassificato secondo il criterio finanziario) e i relativi indicatori, e adeguato di conseguenza il Rendiconto finanziario.

Più delicato sembra invece il caso delle imprese che hanno già approvato il bilancio e che possono essere pregiudicate, sotto il profilo finanziario, dalla nuova tempistica per i versamenti. Sul punto, va ancora una volta ricordato che gli effetti fiscali della rivalutazione non sono legati al versamento dell’imposta sostitutiva, e che pertanto in caso di omessi o carenti versamenti dell’imposta vengono attivate le ordinarie procedure di riscossione, senza che la rivalutazione venga “travolta” nei suoi effetti fiscali. Riprendendo l’esempio di prima, l’impresa potrebbe versare alla scadenza prevista per le imposte dovute in base a UNICO 2014 una determinata somma (ad esempio, 30.000 euro), regolarizzando poi con ravvedimento i rimanenti 30.000 entro il 30 settembre 2015oltre tale data, tuttavia, non si può andare, e l’eventuale residuo da versare viene prima richiesto con avviso bonario e poi iscritto a ruolo.

Il commercialista dice che, in virtù delle nuove regole, appare di fatto scontata una modifica delle specifiche tecniche del quadro RQ dei modelli UNICO (se non la revisione della stessa modulistica, che allo stato attuale prevede l’indicazione distinta del totale da versare per imposta sostitutiva e della parte che deve – o meglio, doveva – essere versata nel 2014, con errore bloccante se quest’ultima è diversa dall’importo complessivo diviso per tre); ciò potrebbe realisticamente portare ad uno slittamento a catena nel rilascio dei software di compilazione della dichiarazione (anche, naturalmente, nei confronti dei soggetti non interessati alla rivalutazione dei beni), fatto di certo non salutare nell’imminenza della campagna dichiarativa di UNICO 2014.

Quanto ai punti dubbi a cui si ha risposta dal commercialista, il primo riguarda l’ambito applicativo delle nuove norme: benché il decreto legge non ne faccia una menzione espressa, si deve ritenere che l’obbligo di versamento in un’unica soluzione riguardi anche le imposte sostitutive del 12% o del 16% dovute per il riallineamento dei valori civili e fiscali di cui all’art. 14 della L. 342/2000; tali imposte, infatti, sono menzionate nell’art. 1 comma 147 della legge di stabilità 2014, ma per la relativa determinazione vengono richiamate le modalità previste per la rivalutazione dei beni, oggetto di modifica da parte del nuovo decreto legge.

La seconda questione, di portata ben più rilevante, riguarda il rapporto con le norme dello Statuto dei diritti del contribuente, il cui art. 3 comma 2 prevede che “le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore”; fissato nel prossimo 16 giugno 2014 il termine per il versamento dell’intero importo, la conformità della nuova norma allo Statuto è esclusa.

 

fonte: il sole 24 ore